MARIGLIANO. E' in crisi la maggioranza del sindaco A. Sodano

LA MAGGIORANZA CONSILIARE DEL SINDACO SODANO E’ AL CAPOLINEA

Scelte impopolari, l’apertura alla grande distribuzione commerciale, l’housing sociale, l'aumento dell’imu e delle addizionali comunali ne precludono la ripartenza

Paolo RussoAntonio SodanoMARIGLIANO. In politica niente è definitivo e tutto sembra mutare dall’oggi al domani. Di fatto l’attuale amministrazione comunale (… indicarla con il colore politico è un controsenso), guidata dal ...

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sindaco del Pdl, Antonio Sodano, annaspa dividendo i propri consiglieri comunali, incapaci di garantire il numero legale per la validità delle sedute consiliari, l’approvazione del bilancio consuntivo ed il piano triennale delle opere pubbliche. Paolo Russo, deputato di zona del Pdl e padre putativo dell’attuale risicata maggioranza consiliare, le ha tentate tutte per rimettere in piedi i soldatini, ... i consiglieri, senza riuscire a garantirne almeno 15 su 30 eletti. Scema, giorno per giorno, l’amministrazione del fare, sotto i colpi dei gruppi e gruppetti di pressione della sua stessa ex folta maggioranza. L’idea politica di fondo, di non accettare compromessi, imponendo un solo nome alla carica di sindaco, senza alcuna discussione interna al suo stesso partito e tra alleati, sembrava una forzatura, ma poteva sulla carta indirizzare gl’ignari e sconosciuti consiglieri di maggioranza, eletti a frotte nel listone del Pdl, alle insindacabili scelte del capo, idonee a creare maggiori proseliti e reggere il peso del dominio incontrastato sulla città. Le cose sono andate diversamente. Senza una vera anima politica ed amministrativa, senza una discussione interna, senza un confronto, interno od esterno alle coalizioni elettorali, il baratro è dietro l’angolo: la scarsa consapevolezza e responsabilità del ruolo pubblico ricoperto, senza distinzione di ruoli, produce qualunquismo e pretese personali. Tutti, dopo i primi due anni e mezzo di durata delle amministrazioni in carica, si sentono autorizzati a pretendere, invece di partecipare, dimenticando il bene sociale. Il sindaco in carica, Antonio Sodano, è facile ricordarlo, uscì dal cilindro, o meglio, fu sbandierato agli ignari sostenitori del Pdl ed agli alleati, con la solita imposizione del più forte. Forza Italia ed Alleanza Nazionale erano confluiti, con un congresso nazionale ed un accordo politico farsa, nel Pdl. Il capo locale, ignorando la costituzione del nuovo partito anche a Marigliano, pensò bene, a modo suo, d’evitare ogni confronto con i quadri cittadini di Alleanza Nazionale, estromettendoli da tutte le decisioni che contavano. Stabilì il candidato a sindaco ed i candidati alla carica di consigliere comunale, conservando pochi posti in lista per quelli di An. Il resto è noto. A scrutinio concluso gli stessi elettori del Pdl facevano fatica ad individuare gli eletti, dichiarando semplicemente di non conoscerli. Quel progetto dimostra oggi di non avere alcun legame politico ed è chiaro a tutti: il vento in poppa contribuì all’elezione di sconosciuti che ora fanno a gara, se non a pugni, per convincere il sindaco a non dimenticare i propri interessi personali. Ogni amministrazione crede d’aver fatto qualcosa per la città, ma le ultime sono terminate prima della scadenza del mandato elettorale, sfiduciando il sindaco in carica, e quella odierna è prossima ad ugual fine. Le recondite ragioni, come sempre, non sono di carattere politico-amministrativo, mai saranno note al grosso degli elettori, di certo non c’entrano con la politica del fare e del buon governo della città. Benedetto Iddio, che c’entrano con il bene pubblico, l’economia ed il benessere cittadino l’apertura alla grossa distribuzione commerciale, i centri commerciali, ipermercati e simili, sul territorio comunale, in una zona invasa da supermercati ed iper d’ogni sorta? Quale benessere pubblico apporterebbero trecento o quattrocento nuovi appartamenti previsti dalla c.d. housing sociale dietro l’attuale liceo scientifico C. Colombo? Perché i contribuenti cittadini devono pianificare il bilancio comunale, che accusa un ammanco di circa ottocentocinquantamila euro, con l’ulteriore aggravio dell’imu e addizionali comunali? La grossa distribuzione commerciale sul territorio comunale indebiterebbe e costringerebbe alla chiusura gli esercizi commerciali cittadini. Al di la della diatriba, pur rilevante sul piano politico, tra interessi privati e pubblici, l’housing sociale, 300 o 400 appartamenti in più sono una scelta provocatoria ed insensata: produrrebbero solo un’ingiusta distribuzione della ricchezza e dannosa conurbazione, con colate di cemento di circa 4 metri cubi per metro quadro, in beffa a quei pochi che usufruiranno della futura concessione edilizia a seguito dell’approvazione in itinere del Puc che prevede solo 0,9 metri cubi per metro quadrato. L’aumento ingiustificato dell’imu di per se già ha svuotato le tasche degli italiani per risanare il debito pubblico nazionale, con il ritocco delle addizionali comunali, inasprirebbe la pressione fiscale, minando inesorabilmente la coesione sociale. I benpensanti vogliono credere che le ragioni dei gruppi e gruppetti di consiglieri di maggioranza siano queste elencate, per dare un senso politico alle loro azioni che, diversamente, finirebbero per ridursi a mere pretese affaristiche. Il capo dovrebbe prenderne atto e cominciare a pensare che con questi numeri “da circo”, comprese le inutili dimissioni del sindaco, la porta verso l'uscita di scena è spalancata.   Carlo Esposito

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