MARIGLIANO. Gli africani clandestini sbarcano in città

L’INVASIONE DEI CLANDESTINI EXTRACOMUNITARI INIZIA ANCHE A MARIGLIANO

I primi 24 scoperti per caso dalla popolazione nei pressi della masseria ‘O Cardinale

Clandestini 1024x577MARIGLIANO. Dopo i 39 kosovari, buttati in mare dagli scafisti albanesi, trasportati alla Piccola Opera della Redenzione, fondata da padre Arturo D’Onofrio presso l'Istituto Anselmi, una cittadina, con un fortuito avvistamento, ha notato che in via Vittorio Veneto circolavano alcuni extracomunitari

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e scoperto che circa 24 persone di colore occupano la ristrutturata masseria ‘O Cardinale, ai confini del territorio comunale, lontana dal centro cittadino. Sono sbarcati a Lampedusa nei giorni scorsi, non hanno ancora formulato alcuna richiesta per ottenere il permesso di rifugiati, ma con un solo desiderio, quello di rimanere in Italia, costi quel che costi. Sono tutti clandestini extracomunitari c.d. economici, in cerca di benessere per migliorare la loro esistenza terrena. La chiusura dei confini delle altre nazioni europee li spinge in Italia come facile approdo obbligato, pronti a rimanere a carico delle nostre istituzioni per tutto il tempo necessario al raggiungimento del loro effimero “sogno di ricchezza”, incentivato da chi specula sulla loro sorte. Le espulsioni dei clandestini economici, pur se auspicate dall’Unione Europea che ha considerato il progetto dei nuovi Cie (Centri d’identificazione ed espulsione) regionali strumento idoneo per realizzarle, sono solo dichiarate, al massimo reiterate, restando una chimera per tutti i deportati sul suolo italico dalle acque territoriali libiche. L’esplosiva situazione dei forsennati sbarchi a Lampedusa spinge i prefetti ad autorizzare ogni soluzione utile per sopperire all’emergenza ed assicurare vitto ed alloggio a tutti gli africani sub-sahariani che progettano di migliorare la propria esistenza in Italia. Sono giovani, tra i 18 ed i 25 anni di età, spesso minorenni, pronti a tutto per migliorare il proprio futuro. Il grosso dei recuperi in mare, maldestramente presentati come salvataggi, non sono altro che imbarchi dalle acque territoriali libiche di clandestini africani, tratti dalle loro improbabili imbarcazioni, spesso sprovviste anche del necessario carburante per effettuare la traversata fino a Lampedusa. L’intero sistema è voluto e spinto dalle associazioni e/o cooperative che lucrano, incamerando l’obolo giornaliero, circa 35 euro, elargito dallo Stato per ogni clandestino recuperato dai nostri “taxi marini”. La prefettura, gli organi preposti e tutte le istituzioni a conoscenza della nuova occupazione extracomunitaria cittadina hanno realizzato il trasferimento dei sub-sahariani da Lampedusa alla masseria ‘O Cardinale di Marigliano in tutta segretezza, per non informare la cittadinanza e rendere indolore il “corpo estraneo”. E’ bene dire che il progetto d’occupazione del suolo cittadino dei 24 clandestini, costruito a tavolino, in primis, con la ricostruzione della vecchia masseria, ormai decrepita, e poi con l’assegnazione all’attuale associazione Formaland, decurterà le casse pubbliche di circa duecentocinquantamila euro all’anno per il previsto vitto ed alloggio. Sono un bel gruzzolo per una masseria sperduta ai confini del territorio comunale di cui il grosso dei cittadini non saprebbe neanche raggiungerla. Chi ha presentato al comune le necessarie autorizzazioni e/o comunicazioni è un consigliere comunale di minoranza, in rappresentanza di una nota famiglia cittadina. “Sono decisioni calate dall’alto -afferma un cittadino-, noi non ne sappiamo niente. Ci tengono all’oscuro di tutto perché temono che non siamo d’accordo ad accogliere persone che non scappano dalla guerra o che non sono perseguitati politici”. “Quel che non comprendo -continua un altro cittadino- è quando inizieranno le espulsioni di tutti i migranti clandestini economici che non scappano da guerre o persecuzioni, come ci chiede l’Unione Europea?”.     Carlo Esposito

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