MARIGLIANO. Verso il voto di ballottaggio. Papa o Sorrentino sindaco?

DOMENICA 8 GIUGNO 2014 SI VOTA PAPA O SORRENTINO

E’ IL VOTO PER SCEGLIERE IL SINDACO DELLA CITTA’

Sebastiano SorrentinoMichele Papa resizeMARIGLIANO. La legge del 2000 sull'elezione del sindaco e consiglio comunale è chiara e per molti è di difficile interpretazione. Quel che è cambiato da allora al verificarsi dell'anatra zoppa, dal 2000 al oggi,

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l'ha stabilito una miriade di sentenze del Consiglio di Stato, ma andiamo per ordine. Il D. Lgs. n. 267 del 2000, art. 73, co. 10, stabilisce che la lista od il gruppo di liste, collegate ad un sindaco che non abbia raggiunto al primo turno il 50% + 1 dei voti, riportando una percentuale di voti di lista superiore al 50%, rapportati a tutti i voti validi riportati da tutti i candidati alla carica di sindaco, autorizza l'ufficio centrale elettorale, deputato a dichiarare le cifre elettorali ed attribuire i seggi, ad assegnare alla lista o gruppo di liste che hanno riportato tale quorum tanti seggi quanti ne derivano dall'applicazione del metodo proporzionale c.d. D'Hondt o delle divisioni successive, con la inevitabile conseguenza che quella lista o gruppo di liste guadagnerà la maggioranza in consiglio comunale, configurando la c.d. anatra zoppa. Questo scaturisce dall’applicazione della legge. Quel che è cambiato dal 2000 ad oggi e, è evidente, sprona i seguaci di Sorrentino a dissentire sul verificarsi dell'anatra zoppa, sono le intervenute sentenze di Palazzo Spada che hanno avvalorato o meno il premio di maggioranza del 60% dei consiglieri, attribuito al candidato sindaco vincente al secondo turno di ballottaggio. La legge è quella ed anche se giacciono in Parlamento una miriade di proposte, sostenute da tutti i gruppi politici, di sinistra e di destra, per eliminare definitivamente l'effetto della c.d. anatra zoppa, compresa l'eliminazione del voto disgiunto, sono le sentenze del Consiglio di Stato ad aver anticipato le proposte di modifica del legislatore. I loro dispositivi si ispirano al principio cardine della legge sulla elezione dei sindaco e consiglio che tende a garantire non solo la necessaria maggioranza alla coalizione del sindaco vincente al primo turno con la maggioranza assoluta dei voti, il 50% + 1, ma anche al secondo turno, attribuendogli il 60% dei seggi da assegnare. In sostanza, le sentenze del Consiglio di Stato tendono a garantire la maggioranza consiliare per amministrare l’ente locale. Al di la delle solite ed interessate contrapposizioni politiche tra le due opposte fazioni per portare acqua al proprio mulino, al ballottaggio di domenica 8 giugno 2014 è facile prevedere tra i due candidati alla carica di sindaco, Papa e Sorrentino, cosa accadrà dopo il responso dell’urna. In caso di vittoria, Michele Papa avrà una maggioranza consiliare di 15 eletti e la coalizione a lui opposta dovrà riconoscere che senza voti non si vincono le battaglie, tanto meno si conquista il mandato ad amministrare la città per i prossimi 5 anni. Se vince, invece, Sebastiano Sorrentino, dando per scontato che l’ufficio centrale elettorale riconoscerà la maggioranza dei seggi alla coalizione di centro destra collegata al sindaco non eletto Papa, lo stesso proporrà immediato ricorso amministrativo teso al riconoscimento del premio di maggioranza del 60% dei 24 seggi consiliari. Il ballottaggio ha una valenza politica enorme. Vincerlo rappresenta per entrambi l’apoteosi, altro che maggioranza o minoranza consiliare. Bisogna riflettere anche sul non scontato blocco dell’attività amministrativa o scioglimento anticipato del consiglio, dato che i cambi di casacca, ormai, sono all’ordine del giorno negli enti locali territoriali: alcuni consiglieri, non convinti di andare così presto di nuovo al voto, potrebbero facilmente supportare, in ogni modo, il sindaco vincente su un programma comune per realizzare quello che fin’ora non si è fatto. Il voto di domenica 8 giugno 2014 per eleggere il nuovo sindaco tra Papa e Sorrentino è utile per tutti. Per questo deve essere libero da qualsiasi condizionamento di sorta. Carlo Esposito

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