BUON ANNO 2013

 

BUON ANNO 2013. BASTERA’?

Mario Monti 2012-06-27Monti, prima di dimettersi, ha già assicurato a noi italiani un 2013 peggiore di quello che sta finendo. Lavoro, soldi, risparmio ce ne saranno di meno, figuriamoci il benessere: potremo augurarci buona salute e sinceri affetti perché ...

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questi non potevano toglierceli. Non dipendono dalla nostra classe politica, mangiona e camaleonte. Non è certo il tempo di augurare vittorie a destra od a manca, non è questione di schieramenti a cui non crede nessuno, neanche il nostro attuale vampiro primo ministro. Lui lo ha già dichiarato, in diverse occasioni, che distinguere tra destra e sinistra è cosa che non lo intriga: è interessato a mettere radici nel parlamento italiano e consolidare la sua leadership cucitagli addosso dal presidente della repubblica. Poteva diventare sul serio un raro esempio di chiarezza ed onestà politica. In poco più di un anno, ha cambiato pelle, in beffa alla destra ed alla sinistra, al PdL ed al PD, senza battere ciglio, dimenticando le innumerevoli promesse di superpartes, di governare l’Italia e poi farsi da parte per restituire il timone alla democratica scelta elettorale. Com’è possibile rimanere impassibili nel considerare il suo atteggiamento, oltremodo offensivo della pazienza dei cittadini italiani e prevaricatore delle loro lecite attese. Ha rimasto sbigottiti Berlusconi e Bersani, rasserenando tutti, fino all’ultimo secondo utile, della sua imparzialità ed estraneità al mondo politico a cui, essendo tecnico, non apparteneva. Ha formato una squadra di “tecnici”, con l’aiuto del capo dello Stato, per preordinare le sue successive mosse. Alla faccia dei tecnici. In silenzio e soppesando tutte le dichiarazioni degli altri leader politici nazionali, ha atteso l’approvazione della legge di stabilità per iniziare ad illustrare la sua creatura, la “NON CANDIDABILITA’ NELL’INTERESSE DEL PAESE”. Catapultato dal più alto colle a Palazzo Madama, conquistata senza colpo ferire la poltrona senatoriale, noi poveri cittadini, onesti e creduloni, eravamo quasi convinti dell’intero impianto strategico ordito da Napolitano. Dicevamo tra noi: ” … ma, siamo in una fase cruciale della storia italica e solo decisioni forti possono risollevarci. Questo bocconiano, accettato dal grosso del parlamento, non è un politico, è stato chiamato per il lavoro sporco, per levare le castagne dal fuoco, per ridurre il nostro enorme debito pubblico e fare le riforme che nessuno aveva fatto”. Poveri noi. Nel discorso d’insediamento promise equità ed incisività nelle scelte. Ha introdotto e ritoccato una miriade di tasse vecchie e nuove, senza battere ciglio, ripetendo in qualsiasi occasione che eravamo sul baratro se le sue tasse non erano approvate dal parlamento. Ha anticipato l’imu e l’ha ingigantita, reintroducendo l’odiata (… ci sarà una ragione?) tassazione sulla prima casa per tutti, senza distinzione di reddito, costringendo chi non lo ha a vendersi l’immobile per pagare la tassa. Non ho problemi per ribadirlo: “Voterei tutti, da Berlusconi, a Bersani, a Di Pietro a Vendola, purchè s’impegnino ad eliminare la tassa sulla prima casa ed introdurre un’imu stratificata proporzionata al reddito familiare. Ma torniamo al personaggio dell’anno, Monti. Ha creato un sito, ha moltiplicato i contatti con i personaggi politici a lui vicini ed ha lanciato la sua non campagna elettorale: sono il capo, farete quello che dico io, ma non mi candido, che so’ scemo, c’ho famiglia, sono senatore, perderei la poltrona, la maggiore guarentigia per la mia vecchiaia, chi me lo fa fare, armiamoci e supplicate il mio nome, ha detto ai suoi partitini del 2 o 3 per cento, prendete i voti che ci vediamo in parlamento dove non vincerà nessuno delle altre forze politiche, è nei miei calcoli, e noi ci ripiglieremo lo scettro momentaneamente rilasciato. Da tecnico è diventato un politico sopraffino, con la scusa d’essere già senatore, ha annullato, complice Napolitano, l’onere di candidarsi e prendere voti, necessari per meritarsi democraticamente l’investitura popolare di cui non se ne importa. Che credibilità politica può avere mai quest’uomo che è stato capace di profittare maldestramente di un’indubbia posizione di comodo, la presidenza dei ministri, per tessere la sua tela, spargere in ogni dove sensazioni di costrette decisioni, anche con le lacrime agli occhi, ricordando sempre d’essere stato chiamato, pronto in ogni momento a lasciare l’incarico, quale garanzia d’agire nell’interesse generale e sempre superpartes , se le forze della sua ampia e trasversale maggioranza avessero deciso in tal senso? Chi potrà mai fidarsi di un tecnico che getta la maschera e diventa un politico opportunista e calcolatore? Aveva promesso equità ed ha prodotto diseguaglianze, spremuto i soliti italiani ed aumentato il nostro enorme debito pubblico, sfondando il tetto dei duemila miliardi di euro. Sotto interrogatorio ripeterebbe che i risultati della sua mannaia fiscale hanno bisogno di tempo per produrre frutti positivi. No, presidente Monti, no, presidente Napolitano, gli italiani non meritano speudo-tecnici che cambiano pelle e si trasformano in politici sopraffini e sornioni. Monti & Co. devono ritornare dov’erano, restituendo la sovranità agli italiani.

Auguriamo una sonora sconfitta d’immagine al clan Monti & Co.

A tutti gli altri, Buon Anno 2013.

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